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  • Catania: maxi sequestro delle fiamme gialle. Un milione di pezzi contraffatti e pericolosi per la salute sequestrati in un deposito gestito da un cittadino cinese. Questa e altre notizie nel Radio Giornale.


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  • Catania: testimone di giustizia fa arrestare sei persone. Operazione della Squadra Mobile: coinvolti esponenti di due distinte cosche mafiose, accusati di estorsione e usura. Segui il Radio Giornale sulle nostre frequenze


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  • Carabiniere in servizio a Catania spara al padre al culmine di una lite e lo uccide. E' successo nella zona di Mercato San Severino, in provincia di Salerno. Questa e altre notizie nel Radio Giornale


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  • rapinatori a 10 anni

    Se un gruppo di bambini, invece di stare a casa a guardare i Pokemon alla tv o leggere un libro, preferisce andare in giro per il centro di Catania a rapinare coetanei, io sono costretto a pormi qualche domanda.

  • Catania: polemica sul Capodanno

    Se c’è un difetto di noi siciliani che non potrà mai essere superato, nemmeno davanti ai migliori propositi di Natale, è quello della polemica.

  • S.Agata e il patentino di legalità

    Il Comitato organizzatore della Festa di Sant’Agata ha diffuso appena ieri una sorta di vademecum per anticipare le linee guida che contrassegneranno l’edizione 2016 della festa.

  • “editoriale”=“editoriale“

    Impazzano sul web le immagini delle “cascate d’acqua” all’interno della sede di via Crispi del Tribunale di Catania. Una mattinata di maltempo ed ecco – come hanno documentato, cellulare alla mano, alcuni avvocati – che, puntuale, si presenta la seconda emergenza all’interno della struttura catanese.

    La stessa struttura, interamente in cemento armato, che d’estate è invivibile a causa del caldo soffocante e l’assenza di adeguata climatizzazione, in autunno si trasforma in una di succursale di Etnaland.

    Vediamo il lato positivo: almeno non si paga il biglietto.



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  • sequestri mafia

    Otto milioni di euro sequestrati a una potente famiglia catanese, quella dei Mazzei, non sono roba da poco e, a livello simbolico, rappresentano un buon modo per iniziare l’anno in Sicilia. Almeno sotto il profilo della legalità.

  • succede di tutto al giardino Bellini di Catania

    C’è un polmone verde, a Catania, che si chiama Giardino Bellini: dovrebbe essere il tempio della sicurezza, considerato il numero di persone (comprese donne e bambini) che ogni giorno lo affollano, e invece siamo costretti a constatare che c’è persino chi riesce ad impiccarsi in uno dei vialetti principali.

  • fucilate a san cristoforo

    Se non ci fossero stati i pallettoni di mezzo e una donna ferita, la scena che si è consumata ieri mattina nel roboante quartiere catanese di San Cristoforo avrebbe avuto dei tratti persino divertenti.

  • L'Intervista

    Intervista speciale agli Ultimo Piano, band catanese degli anni '70 che si è ricongiunta per pubblicare un nuovo album, intitolato "Ultima Cicca", in ricordo del bassista scomparso. A cura di Laura Rondinella.


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  • Il Radio Giornale

    Catania: sentenza di primo grado per i due presunti scafisti accusati del naufragio dell'aprile 2015, a seguito del quale morirono 700 migranti. Questa e altre notizie nel Radio Giornale


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  • bullismo

    A Catania siamo tutti eroi. Sprezzanti e autoritari su Facebook; paladini della giustizia sui blog; indignati e sdegnati moralizzatori quando in tv sentiamo che tizio ha picchiato caio; che le baby gang assatanate ammorbano la tranquillità del sabato sera; che non si può più girare soli perché "nella migliore delle ipotesi rischi un knockout game o di tornare alleggerito di soldi e cellulare".

    Forse è davvero così, ma la realtà mostra un amarissimo risvolto della medaglia. L'ultimo episodio risale a pochi giorni fa; ancora non noto alla stampa. In un affollato ospedale catanese, venerdì scorso, due dipendenti (marito e moglie sessantenni) sono stati picchiati selvaggiamente da un branco di energumeni che li hanno prima speronati in auto e poi aggrediti a calci e pugni perché "colpevoli" di ostacolare l'ingresso della loro auto al pronto soccorso dal momento che il loro bambino "stava male". A una scena tanto disgustosa quanto reale - ci sono le immagini di sorveglianza a comprovare i fatti - hanno assistito, senza battere ciglio, non solo i tanti pazienti della struttura ma anche (e soprattutto) i vigilantes pagati dall’azienda per scongiurare barbarie simili. Interpellati dai familiari dei dipendenti aggrediti, questi intrepidi condottieri armati di tutto ma non di coraggio si sono limitati a dire che "non hanno visto nulla".

    Nessuno a Catania vede nulla, anche quando gli capita sotto il naso; anche quando il proprio compito sarebbe quello di intervenire; anche quando c’è in gioco la propria dignità. Non siamo tenuti ad essere eroi, sia chiaro, ma almeno non apriamo la bocca a sproposito. Lasciamolo fare ai bambini, almeno fino a quando impareranno che i grandi non sono superman o spiderman. Almeno fino a quando non capiranno di vivere nel regno dei quaquaraquà.


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  • ancora sangue a Librino

    Due adolescenti litigano per una ragazzina. E’ successo mille volte: roba che ti pigli un cazzotto o due spintoni, o magari li dai. La cosa finisce lì, nove volte su dieci. Poi capita l’assurdo; capita in un quartiere difficile di Catania che si chiama Librino.

  • “devoti”=“devoti“

    Se dicessi di non aver notato nessun cambiamento tra lo svolgimento della festa di Sant’Agata di quest’anno rispetto agli anni passati, certamente mentirei a me stesso.

  • sgominata banda furti auto

    Sgombriamo il campo dall’idea della banda di ladruncoli che puntano su commissione la vostra bella auto e poi la fanno scomparire per rivendere i pezzi o chiedervi un “riscatto”.

  • Vigili eroi, ma maltrattati

    Ieri mattina via Francesco Durante, quartiere Nesima di Catania, si sarebbe potuta trasformare in un cimitero. Non è stato (fortunatamente) così grazie all'intervento dei vigili del Fuoco, che hanno rischiato la pelle lanciandosi all'interno di una mansarda in fiamme e spegnendo prima che fosse troppo tardi una delle quattro bombole cariche di gas all'interno dell'edificio.

    Chi ha assistito alla scena sa bene quale sia stato il rischio e quanta riconoscenza si debba a questi piccoli eroi troppo poco gratificati. Certo è che non si può non restare allibiti quando si apprende in che condizioni i pompieri siano costretti a lavorare in Sicilia: organico ridotto all'osso; mezzi insufficienti, distaccamenti talvolta isolati, infestati dai topi e senza acqua. Uno scenario di degrado confermato dalle parole di Giuseppe Musarra: segretario regionale del Conapo, uno dei principali sindacati di categoria.


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    Purtroppo le istituzioni - tranne che a ridosso di elezioni - se ne infischiano bellamente di questa concreta richiesta di aiuto, e continuano a fare orecchie da mercante. La scusa è quella della "spending review" e ci può anche stare. Ma allora, cari politici, perché promettete in campagna elettorale quello che non potete mantenere?

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