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rissa durante la festa

Inutile provare a parlare di qualcos’altro quando a Catania ci si avvicina a quel periodo per molti “magico” della festa della Santa patrona. E in effetti, se dovessimo considerare la festa di Sant’Agata per i suoi colori; per le luci; per la bellezza del fercolo e i sacchi devozionali bianchi che sfilano come un enorme serpentone in città, non potremmo che essere d’accordo sul concetto della magia.



Il problema nasce quando si decide di vivere in prima persona la ‘calca’ che fa da contorno alla festa. Lì si rischia di rimanere delusi. Succede ad esempio di vedere un gruppo di giovani vestiti perfettamente da bravi devoti; con il loro bel sacco bianco, il berretto nero e i guanti, scazzottarsi furiosamente tra loro per uno spintone o un’incomprensione banale. Calci, pugni, insulti: ecco il loro inno, e non certo di chiesa. Il tutto a pochi metri dal fercolo in processione, ma – ciò che è peggio – davanti a decine di testimoni, grandi e piccini, a cui non resta che scappare via disgustati.

Questa scena è stata in parte filmata da alcuni passanti con un cellulare e inviata alla nostra redazione. In pochi secondi di video si capisce perché riusciamo a banalizzare l’incanto del sacro con atteggiamenti da jungla; perché ci facciamo ridere dietro da turisti disabituati al clima da osteria. E poi mi chiedo che senso abbia indossare l’abito del devoto, quando la mano che dovrebbe essere tesa verso il prossimo la si usa per aggredirlo. Offendendo una santa che fu martirizzata 1700 anni fa, proprio a causa della prepotenza umana.

direttore@grupporadioamore.it