L'Editoriale
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neonata morta a Palermo

In più di dieci anni di cronaca ti abitui a tutto: sangue, atrocità, assurdità. Quello a cui non potrai mai abituarti è la vista di un neonato morto, innocente. Lì non c’è pelo sullo stomaco che tenga; c’è solo angoscia e disgusto.

A Palermo, ieri, una donna di 33 anni ha deciso di sbarazzarsi della figlioletta appena nata, gettandola in un cassonetto dell’immondizia. Con gli investigatori si è giustificata dicendo che “non respirava più” e quindi se n’è disfatta. Follia a parte - e l’auspicio di un lunghissimo periodo in strutture protette per chi ha compiuto un crimine simile - mi chiedo cosa stia succedendo alla nostra società. Una società che si scaglia sempre di più contro i piccoli; contro le donne; contro chi appare più fragile e indifeso.

Un cortocircuito dei vigliacchi; un modo per scaricare le frustrazioni o solo un virus invisibile che semina pazzia in un mondo che ha perso ormai la bussola. C’è da sperare solo in una inversione di tendenza; in una presa di coscienza o in un miracolo. Perché questo non è il mondo che vorrei consegnare un giorno a mio figlio.


Twitter: @aspitaleri

Antonio Spitaleri

Antonio Spitaleri, giornalista professionista, è il direttore responsabile del Gruppo Radio Amore. In quattordici anni di carriera ha lavorato a Roma, Siracusa, Catania. Già corrispondente dell'Agenzia nazionale radiofonica Area, per 7 anni ha curato la cronaca nera e la giudiziaria ad Antenna Sicilia, prima emittente tv siciliana, conducendo tg e trasmissioni d'informazione. Laureato in Giurisprudenza e utopista del giornalismo: crede che la realtà vada raccontata e difesa. Nonostante tutto.