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Anche quest’anno il festival di Sanremo si è svolto tra sorprese, commenti e tanta musica.

La maggior parte delle critiche sono state poco costruttive, con il fine di polemizzare o fare solo rumore. Noi dello staff artistico del Gruppo Radioamore cercheremo di analizzare i vari aspetti della kermesse, di motivare le nostre critiche e di esplicare le nostre preferenze.

 

I nostri primi complimenti vanno al grandioso Pippo Baudo che ha dimostrato per l’ennesima volta la sua professionalità in ambito artistico-organizzativo. Grande carisma, grande abilità di mediazione e grandissima forza d’animo. Uomo giusto, di sani principi, molto trasparente. Un vero showman.

A dare ilarità al festival ci ha pensato Chiambretti che con le sue battute sottili e pungenti e le sue idee creative e innovative ha dimostrato di essere una spalla “all’altezza” del grande Pippo.

Un applauso anche a Bianca Guaccero e Andrea Osvart, donne di grande fascino, due personalità differenti che sono riuscite ad emergere senza mai rubare la scena ai presentatori, eccedere nelle battute o creare confusione sul palco. A nostro parere non è importate il confronto di bravura tra la bionda e la mora, il risultato è stato soddisfacente, hanno dimostrato entrambe capacità ed eleganza.

 

L’elemento che a nostro parere ha dominato quest’anno è stata la qualità musicale. Nessun testo “vuoto”, nessuna musica “già sentita” (tranne nel caso Bertè del quale parleremo in seguito), nessuna canzone oggettivamente brutta. Sonorità differenti ci hanno allietato durante queste serate. Festival comunista? Assolutamente no! Noi abbiamo notato molte poesie d’amore musicate, temi sociali e di attualità affrontati con autorevolezza, opere d’arte che rimarranno nella storia della musica italiana. Eravamo così soddisfatti già al primo ascolto che è stato difficile capire quale canzone sarebbe giunta sul podio. 

I Giovani hanno dimostrato di essere dei professionisti. Inoltre sono stati portavoce silenziosi della questione degli emergenti che con fatica raggiungono le alte vette nonostante l’ottima fattura dei loro brani a causa del contorto sistema discografico e radiofonico che predilige i “grandi” anche se quest’ultimi si staticizzano, continuano cantando cover o intraprendono la strada delle canzoncine.

Ci siamo molto dispiaciuti nel vedere eliminare giovani talenti la prima sera, ma questo prevedeva l’organizzazione e anche in questo caso la qualità delle canzoni e dei cantanti era talmente alta che chiunque fosse stato eliminato avrebbe creato malcontento.

Il leone d’oro è stato giustamente consegnato ai Sonohra, fratelli veronesi di grande talento, uno biondo e mancino, l’altro castano e destrorso, entrambi estremamente intonati.

Secondi classificati i cinque ragazzi romani facente parte del gruppo La Scelta che hanno proposto un brano bellissimo e molto colorito che ha conquistato non solo il pubblico giovanile.

Complimenti anche a Jacopo Troiani, molto giovane e già con la stoffa del grande artista.

Non scordiamoci dei Frank Heads e della loro energia esplosiva che ha giustamente conquistato il premio della critica.

Auguriamo a tutti i 14 giovani di continuare il loro cammino perché il talento non gli manca.

 

Che dire dei Big……. Fantastici! Canzoni molto diverse ci hanno dilettati e nel contempo confuso, nella nostra mente rimbombava una sola domanda “quale canzone è più bella dell’altra?”. Poteva vincere chiunque, eppure la classifica non ci ha per nulla soddisfatto. A nostro parere altre canzoni meritavano i primi posti (potete vedere la classifica stipulata dal nostro staff a fine articolo).

Da precisare la stima che noi nutriamo per i vincitori Giò Di Tonno e Lola Ponce, sono stati molto bravi e professionali, inoltre i nostri complimenti vanno soprattutto alla grande Gianna Nannini.

La prima vera critica va alla composizione della giuria di qualità. A nostro parere dovrebbe essere composta da esperti del settore, dj, discografici, radiofonici, studiosi, persone che vivono nel mondo musicale e che hanno una buona preparazione, che riescono ad ascoltare un brano a diversi livelli, che possono cogliere e giudicare i vari aspetti musicali e testuali. Quest’anno (senza parlare delle scorse edizioni) di esperti della musica ce n’erano pochi. A sottolineare questa situazione è stata la presenza fuori posto (sottolineato da lei stessa) della campionessa di nuoto Alessia Filippo e da tanti altri che è inutile nominare. Gli esperti come Cecchetto si riconoscono da lontano.

Il voto della giuria di qualità ha influito per il 20% del totale, mentre il 50% del potere decisionale è stato affidato alla giuria demoscopica (non lontana come cultura musicale da molti giurati di qualità), essa ha un ruolo fondamentale in quanto portavoce dei fruitori, dei veri ascoltatori della musica, di voi persone normali che date la possibilità di lavorare agli artisti, voi che siete la loro linfa vitale. La seconda critica forte va al 30% dei voti affidati al telefoto. Il regolamento recita:

 

14. Nel corso della Terza Serata, della Quarta Serata e della Serata Finale le preferenze per il tramite del televoto saranno espresse in un arco temporale che verra' comunicato al pubblico con un limite massimo giornaliero di 7 (sette) chiamate dai numeri di telefonia fissa abilitata al servizio e di 7(sette) sms dai numeri di telefonia mobile.

 

Secondo questo regolamento un giovane fan sfegatato può facilmente votare il proprio idolo 7 volte con il proprio telefonino, 7 con il telefonino della madre, 7 con il telefonino del padre, 7 con il telefono di casa e ripetere l’operazione il giorno seguente e quello dopo ancora. Questa ipotesi è confermata dalla ampia partecipazione del pubblico che, a dire di Baudo, è stata determinante. Le canzoni, come abbiamo già detto, sono tutte molto belle, quindi la nostra non è una critica ma un espressione di dispiacere per chi meritava più considerazione. Inoltre viene spontaneo chiedersi: Il Festival di Sanremo premia la qualità o la popolarità?

A nostro parere il vincitore di questa kermesse deve essere giudicato da esperti, come abbiamo già detto, anche perché la premiazione della popolarità e le vendite è affidata ad altri premi come il disco d’argento.

 

Congratulazioni a Tricarico che ha vinto il premio della critica “Mia Martini” grazie alla bella canzone e soprattutto alla sua eccelsa interpretazione straziante e rabbiosa.

Tanto di cappello a Loredana Bertè, vincitrice del premio “originale” della critica che nel 1982 fu assegnato alla sorella Mia per la canzone “Ma non finisce mica il cielo” e che non le fu mai consegnato. La sua eliminazione dal festival per plagio non ha impedito momenti di spettacolo e di grande commozione gestiti con eleganza dal presentatore siciliano.

 

Per finire un sentito inchino alla genialità di Elio e della sua band coadiuvati da una prestante Lucilla Agosti. Nessun commento potrà mai spiegare le lacrime e i crampi allo stomaco degli italiani risultato di grosse risate. Veri artisti che con umiltà e ingegnosità hanno gestito magnificamente il miglior Dopofestival della storia della televisone italiana.

 

CLASSIFICA:

 

1

Eugenio Bennato – Grande sud

2

Sergio Cammariere – L’amore non si spiega

3

Max Gazzè – Il solito sesso

4

Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita

5

Toto Cotugno - Un falco chiuso in gabbia

6

Michele Zarrillo – L’ultimo film insieme

7

Giò Di Tonno e Lola Ponce – Colpo di Fulmine

8

L’Aura – Basta!

9

Mario Venuti – A ferro e fuoco

10

Tricarico – Vita Tranquilla

11

Little Tony – Non finisce qui