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La fontana del Ratto di Proserpina colorata di lilla

Ieri 15 marzo 2016, in occasione della V giornata nazionale per la lotta ai disturbi del comportamento alimentare, Catania avrebbe dovuto partecipare "colorandosi di lilla", ma così non è stato.

L'evento era stato promosso nella provincia catanese dall'associazione "Per Adriana", una onlus che per l'occasione si è impegnata distribuendo volantini informativi e fiocchetti lilla al fine di dare voce ad un silenzio durato troppo a lungo. Le ragazze morte di anoressia, bulimia e binge eating al mondo sono tantissime ma trattandosi di malattie psichiatriche, queste vengono troppo spesso ignorate da chi ne è affetto, dai familiari e dalla società circostante.

In ricordo di tutte queste ragazze, Catania aveva promesso l'illuminazione di due fontane con i toni del lilla. La realtà però ha deluso le aspettative di chi, spinto dalle iniziative su facebook, avrebbe voluto farsi un selfie con lo sfondo del monumento illuminato, un modo per comunicare anche tramite la forza dei social un disagio importante e molto diffuso tra i giovani. Noi e i nostri ascoltatori siamo andati in giro per la città e abbiamo constatato la realtà dei fatti. Nessun selfie e tanta amarezza, Adriana e tutte le ragazze smarrite dentro il tunnel dei d.c.a. sono state ancora una volta ignorate. La fontana del Ratto di Proserpina colorata di lilla

La fontana di piazza Europa era sì illuminata, ma in multicolor, forse in qualche modo l'amministrazione ha voluto prendere più piccioni con una fava mostrando tutti i colori associati alle varie problematiche o forse non vi è stata la capacità di gestire neanche le lampadine di una fontana non mostrando impegno, coerenza o voglia di esserci. Un'illuminazione cangiante in stile natalizio quasi a voler dare un contentino a chi si aspettava rispetto per la causa. Non soddisfatti, abbiamo raggiunto la seconda meta segnata sulla piantina pubblicata dalla onlus.
La fontana sita nei pressi della stazione, rappresentante il Ratto di Prosepina mostrava un buio tetro, quel buio celante, conveniente alla vendita dei corpi femminili che Catania continua ad alimentare ignorando il problema. Una nostra ascoltatrice, delusa dai fari spenti, ma vogliosa di farsi una foto, ha dovuto invitare un'auto ad allontanarsi da lei, in quanto non stava "passeggiando" per lavoro intenta a procacciare clienti.

Una situazione che ha aggiunto amarezza ad altra amarezza. Sì, perchè i disturbi del comportamento alimentare in Sicilia, in particolar modo a Catania, sono da sempre stati trascurati. Ci è stata segnalata la presenza di un reparto al Policlinico che però presenta delle carenze da un punto di vista professionale. "Si rivolga ad un privato" è stata la risposta che una nostra ascoltatrice ha ricevuto dopo mesi di terapie palliative atte solamente a placare gli animi. Fortunatamente i professionisti non mancano e gli aiuti si riescono a trovare. Ma a voi sembra giusto che una ragazza che con forza trova il coraggio di affrontare il proprio disturbo, debba far visita al proprio medico all'interno di un istituto per tossicodipendenti? E' onesto dover pagare medici che lavorano in privato a causa della cattiva gestione dei reparti pubblici? Quanto può essere corretto il doversi diagnosticare da soli una patologia psichiatrica perchè in Sicilia il binge eating si traduce in "u carusu mangia assai, facci a pastina ca si disintossica"???