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Best Seller

Sono in dieci. Hanno scritto un romanzo. Non si sono mai incontrati di persona. E adesso sbarcano in libreria con un “Bestseller”. L'idea di scrivere un romanzo a venti mani è germogliata in un gruppo social di "aspiranti partecipanti" , costituito in seguito all'iscrizione per le selezioni di Masterpiece, la competizione dedicata ai nuovi autori prodotta da RAI 3, qualche anno fa.

Umberto Eco

Ricordiamo il Professore attraverso il romanzo "Il Nome Della Rosa", dove semiotica, filologia romanza e storia del medioevo si trasformano in best seller

Il nome della rosa è il primo romanzo scritto da Umberto Eco, edito per la prima volta nel 1980. Dopo aver scritto moltissimi saggi, Eco decide di scrivere il suo primo romanzo ambientato nel medioevo, dopo alcuni anni di meticolosa preparazione, cimentandosi in un genere abbastanza difficile come la detective story, in particolare con il sottogenere deduttivo. Il titolo provvisorio del libro, durante la stesura, era L'abbazia del delitto, poi scartato per evitare aspettative da parte del lettore di una trama poliziesca tutta azione. Eco stesso ci dice che il titolo deve confondere le idee e non irrigidirle, solo così il lettore può essere libero di scegliere la sua interpretazione e suggerire letture a cui l’autore stesso non pensava . Eco aveva pensato anche al titolo Adso da Melk che poteva andare bene poiché Adso è la voce narrante, ma poi considerò che nella letteratura italiana, a differenza di quella inglese, i libri aventi per titolo il nome del protagonista spesso non hanno avuto fortuna. Approdò infine al titolo Il nome della Rosa tratto dal motto nominalista che chiude il romanzo: «stāt rŏsă prīstĭnă nōmĭnĕ, nōmĭnă nūdă tĕnēmūs». La rosa esiste prima e a prescindere dal suo nome, ma a noi non ne resta che il nome. Si tratta di un messaggio che porta a riflettere affinché non si presuma di essere depositari di verità assolute, in quanto queste saranno sempre contestabili, se non addirittura risibili. Come sostenuto dall'eresia nominalista, non possiamo cogliere l'essenza delle cose, diversamente da quanto sostenuto da Aristotele e dalla retta dottrina cattolica di San Tommaso d'Aquino. Un segnale che Eco dà al lettore già nell’incipit del romanzo con una frase tratta dalla I Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (13,12): «Videmus nunc per speculum et in aenigmate». Nella vita materiale vediamo come attraverso ad uno specchio, in maniera confusa, distorta. Si tratta di una citazione già menzionata in un precedente scritto dell’autore, Opera aperta .

presentazione libro Cauchi

Presentazione ufficiale a Catania il 25 gennaio

Sarà presentato domenica 25 gennaio (ore 18.30), nella sala congressi dell’Hotel Excelsior di Catania, “D’un muto uomo, il canto innamorato”: il nuovo romanzo di Giorgio Cauchi, giovane scrittore catanese giunto in pochi anni alla sua quinta pubblicazione.