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parla la donna che ha ripreso il paziente a terra al Garibaldi di catania

Parla l'autrice del video shock: "il paziente è rimasto a terra per oltre dieci minuti"

A ventiquattro ore dalla pubblicazione su Facebook del video shock di un uomo che si rotola dolorante sul pavimento dell'ospedale Garibaldi di Catania, parla ai microfoni di Radio Amore la donna che ha filmato la scena. "Lo hanno lasciato a terra per dieci minuti. I presenti che provavano ad avvicinarsi venivano allontanati da una guardia giurata". Ci sarebbe anche un secondo video, al momento non reso pubblico

I parenti di Giovanni Manna chiedono giustizia

Ieri la fiaccolata davanti l'altarino sfregiato

I Familiari di Giovanni Manna, vigilante di 29 anni morto dopo due mancati ricoveri al Garibaldi di Catania, hanno partecipato a una fiaccolata di preghiera davanti l'altarino di Sant'Agata sfregiato da un atto blasfemo e immediatamente ripulito dai catanesi. "Giovanni - racconta la madre ai nostri microfoni - era un grande devoto. Ricordarlo oggi è come averlo qui con noi". Nel corso della veglia sono stati esposti alcuni cartelloni che inneggiavano a fare chiarezza sulla vicenda, al momento avvolta nel giallo. "Ho fatto una preghiera a Sant'Agata - conclude la donna - è cioè che chi ha sbagliato deve pagare. Ho perso un figlio di 29 anni, non un cane"

Scontro tra magistrati a Palermo

L'ufficio Gip accusa i colleghi della Procura che si erano detti "sconvolti" per la scarcerazione della ricercatrice libica accusata di apologia al terrorismo: "Dichiarazioni inopportune"

PALERMO, 26 DIC - "Quelle della Procura sono dichiarazioni avventate e inopportune. Anzitutto delegittimano oggettivamente il lavoro e la funzione del giudice per le indagini preliminari, il cui intervento nel procedimento è stato previsto dal legislatore a tutela e garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini, italiani o stranieri che siano". Non usano mezzi termini il presidente dell'ufficio del gip di Palermo Cesare Vincenti e il vice presidente Gioacchino Scaduto, riferendosi al caso della ricercatrice libica Khadiga Shabbi, fermata con l'accusa di apologia di reato con finalità di terrorismo e per cui il gip non ha convalidato il fermo (non accettando la richiesta di custodia cautelare in carcere dei pm), imponendo all'indagata l'obbligo di dimora.